Dal mondo della vela

Addio alle sartie e al fiocco. Arriva l’ala che fa diventare un gioco da ragazzi navigare a vela
Anche sulle barche di serie sta per arrivare un ala gonfiabile che elimina il fiocco e il sartiame e rende facilissimo navigare anche da soli. La sta testando Beneteau su di un Sense 43
gennaio 18, 2014 by La Redazione in Tecnica&Accessori // 0 Comments
Forse è la volta buona per rendere veramente facile navigare a vela, senza bisogno di avere un equipaggio anche ridotto e cognizioni  veliche adeguate. Il primo produttore mondale di barche a vela, il  francese Beneteau, sta testando su di un Sense 43 l’armamento velico ad ala gonfiabile che, in parole povere, con una sola maxi randa con il 25% della superficie posta a pruavia dell’albero che ruota su di una base pivotante, permette di eliminare il sartiame e il fiocco. Tutto questo mantenendo le stesse prestazioni a vela di un armo tradizionale con un incremento delle prestazioni di bolina. Beneteau pensa che entro un paio di anni entrerà in produzione, offrendo la possibilità di scegliere l’armo velico con l’ala gonfiabile.
Ecco il video, realizzato dall’equipe della rivista francese Voiles et Voiliers che mostra come funziona l’ala su di un Sense 43

QUESTA VELA “MAGICA” L’HA INVENTATA UN ISRAELIANO
L’idea di un armo così non è di oggi, da anni gli esperti lavorano a questa soluzione. Quello che l’ha messa in pratica sulla sua barca è un israeliano, Ilan Gonen, un ex pilota d’aerei con la passione per la vela. Ecco cosa dice Gonen: “I rig, gli armi, moderni sono di per certo complicati, oltre ad avere tantissime strutture per autosostenersi, paterazzi, stralli, crocette ecc, tutto il sistema ha un carico in compressione incredibile. Gli aerei tutt’altro. Ma allora se si cerca sempre di più di fare vele come delle ali, forse non bisogna pensare di modificare anche l’armo?”
COME FUNZIONA
Questa è la conclusione di Ilan, e la sua risposta è che il problema non è tanto la teoria, ma l’applicazione pratica. Una vela e un armo devono essere semplici, efficaci e sicuri. Una vela rigida per la crociera è impensabile. Ci vorrebbero i flap, (una manovra in più) e non sarebbe terzarolabile. La soluzione è rimane quindi una vela sì  alare, ma soft. Ilan sulla sua barca test, un Elan 37, decide di montare un albero in carbonio appoggiato su una sfera e con dei cuscinetti in coperta, in prossimità della mastra. La vela è in tessuto tradizionale, con delle stecche full batten, ed è armata sull’albero con un “foil” che si estende verso prua per il 25% della superficie complessiva della vela. La wings sail è composta quindi da tre vele: due a poppa che corrono su delle rotaia come una normale full batten, separate e terzarolabili, e una a prua che rimane o tutta su o tutta giù. Alla base del boma ci sono due pistoni idraulici, uno per ogni lato e ancorati a due crocette posizionate all’altezza della varea. Il loro compito è quello di dare una forma curva alla vela, svergolarla, comprimendo più o meno il boma.
Ma per regolarla? Una volta decisa la curvatura, la vela si orienta automaticamente al vento e con una scotta basta dare all’ala una corretta incidenza al vento.  Considerate che se per una vela normale  di bolina l’angolo di incidenza è di circa 30°, con l’ala si riduce a  10/15 con un conseguente minor angolo di navigazione verso il vento.
La vela che sta testando Beneteau su di un Sense 43 non è esattamente quella pensata e realizzata da Gonen, è ancora più semplice. L’unica vela infatti non è composta da tre vele, ma da una sola che, nella parte anteriore, è composta da due due strati di tessuto che al loro interno vengono gonfiati per assumere un profilo alare, necessario per realizzare un profilo d’attacco al vento che sia  efficiente dal punto di visto aerodinamico. Ma i concetti di base sono i medesimi.

 

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